1693
CATANIA Rinascita di una città Liliane Dufour, Henri Raymond |
Domenico Sanfilippo Editore
- Catania | | |
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 | 1693
CATANIA Rinascita di una città - Liliane Dufour, Henri Raymond
fotografie Giuseppe
Leone
veste editoriale f.to
cm 24 x 34 308 pagine carta Larius mat da 175 grammi 183 illustrazioni
a colori e bianco e nero copertina in Imitlin stampata a secco sovraccoperta
Ingress cover e pelle stampata a secco e oro a caldo
isbn
88-85127-13-4
Euro 125,00 acquista il libro
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Disponibile anche in edizione di lusso con cofanetto
e copertina rivestita in Ingress cover e pelle stampata a secco e oro a caldo Euro
180,00 acquista il libro >> | | | Descrizione 1693-1993:
trecento anni da uno spaventoso terremoto ("Qui fu Catania" scrissero
i cronisti dell'epoca) ma anche dall'inizio di un'opera di ricostruzione talmente
illuminata ed eccezionale da far emergere Giuseppe Lanza duca di Camastra, che
ne fu la guida, come il capostipite delle grandi figure di ricostruttori d'Europa:
dal marchese Pombal che rifece Lisbona dopo il 1755, al barone Hausmann che ridisegnò
Parigi dopo l'Ottocento.
Questo volume celebra dunque un avvenimento che
si inserisce tra le grandi imprese dell'Europa moderna, documentando con il massimo
rigore storico e scientifico e con grande ricchezza iconografica il nascere, all'ombra
dell'Etna, di una splendida città barocca. In un momento storico e sociale
in cui in Sicilia si è alla disperata ricerca di esempi positivi, riappropriarsi
della "storia sommersa" della ricostruzione del Val di Noto è
importante: coloro che leggeranno quest'opera si convinceranno che, nei giorni
terribili di un disastro difficile da immaginare, i siciliani seppero dare testimonianza
di una vitalità "emersa" e civile.
Dalla presentazione
del prof. Leonardo Urbani: "Ritengo che la Dufour e Raymond mostrino, finalmente
in maniera corretta, il fenomeno barocco come profondamente legato alle società
locali, sia pure nella loro pluripolare articolazione in diversi ceti e istituzioni.
(
) Si comprende che la "società barocca" portava in sé
una "cultura urbanistica semplice" nella quale si incontravano addetti
ai lavori ed utenti, costruttori e cittadini".
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